Giovani, il respiro di Roma
Una narrazione visiva tra rigenerazione urbana e protagonismo delle periferie a cura di Francesco Cabras
ScopriIl terriccio sabbioso di un campo da calcio tra i grandi palazzi di cemento di Pietralata; i graffiti sul tetto di un parcheggio dietro la Stazione Tuscolana; la piccola chiesa in legno costruita tra le casette alla foce del fiume Tevere; le rovine di un mausoleo romano a ridosso della Prenestina; i campi da basket alle porte dello storico quartiere di San Lorenzo.
Questi luoghi raccontano le storie di ostinazione, coraggio e resistenza di tante e tanti giovani che hanno scelto di animare i propri quartieri, dei quali le narrazioni evidenziano invece troppo spesso solo gli aspetti negativi, il sensazionalismo o l’impossibilità di cambiamento.
In una città complessa e stratificata come Roma, il potenziale generativo dei territori si esprime infatti attraverso un tessuto diffuso di realtà sociali che, nonostante le innumerevoli difficoltà, contrastano le disuguaglianze e generano inclusione con il loro lavoro quotidiano di prossimità.
Con questa mostra fotografica lo sguardo si concentra, in particolare, sulla centralità del ruolo delle e dei giovani all’interno di questi processi di rigenerazione e partecipazione urbana. Nuove energie capaci di animare i quartieri della Capitale, dare nuova vita a spazi abbandonati, contrastare l’atomizzazione dei rapporti sociali, costruire comunità inclusive e solidali.
Francesco Cabras restituisce l’immagine di una metropoli che, dal basso, rinnova ogni giorno la volontà di trasformarsi con creatività, coraggio e determinazione. Così, l’esposizione diventa un invito a riconoscere nelle nuove generazioni non i destinatari, ma attrici e attori consapevoli, capaci di attivare processi di giustizia sociale e rigenerazione urbana.
La collaborazione con Cabras si inserisce nel solco della vocazione culturale e sociale della Fondazione Charlemagne e del programma Periferiacapitale, che riconoscono nell’arte un linguaggio universale capace di restituire dignità e protagonismo alle storie delle persone e dei territori che abitano.
A incarnare questa visione, cinque realtà radicate nelle periferie romane sostenute da Periferiacapitale raccontano, attraverso i ritratti e gli sguardi catturati da Cabras, la forza generativa che trasforma la città di Roma.
Urbis Next Gen
Dietro la vecchia Stazione Tuscolana ci sono i palazzi di Via Gela, le attività commerciali e il Liceo Classico Augusto. Tra questi si erge un imponente parcheggio sotterraneo, il cui tetto, a livello della strada, è stato per innumerevoli anni abbandonato all’incuria. Qui, le ragazze ed i ragazzi di Urbis Next Gen organizzano eventi culturali con attività di breakdance, hip-hop, rap e street art al fine di restituire lo spazio ai loro coetanei, provenienti non solo dal quartiere ma da tutta Roma. Il progetto ha preso il via con la costruzione di una rampa d’accesso, simbolo di inclusività e cura collettiva.
Borgata Gordiani
Lo spirito delle storiche borgate romane risiede nella loro identità comunitaria, nata dalla necessità di alloggi popolari in un contesto lontano dal centro monumentale della città. Queste sono custodi di una Roma diversa, caratterizzata da una forte vitalità e senso di appartenenza. L’associazione Borgata Gordiani ne incarna davvero l’anima: nata dall’iniziativa delle ragazze e dei ragazzi della zona, promuove un modello sportivo totalmente autorganizzato e autofinanziato. Negli anni, il loro impegno si è rafforzato per offrire possibilità di crescita e partecipazione a chi vive il quartiere, con sostegno psicologico, ambulatorio popolare, doposcuola e aiuto compiti, cineforum.
Liberi Nantes
La dignità, il multiculturalismo e l’inclusione sociale sono i punti cardine dai quali muove l’operato di Liberi Nantes. Attraverso lo sport, che qui diventa strumento di integrazione e diritto universale, persone rifugiate, migranti e richiedenti asilo si incontrano sul campo XXV aprile, a Pietralata, recuperato dall’abbandono e restituito al quartiere. Un luogo prima di tutto di dignità e comunità, dove le attività – calcio, rugby, corsi di lingua, doposcuola – veicolano una visione di collettività resistente.
La Rada
L’idroscalo di Ostia, che ospita la foce del fiume Tevere, è stato definito da Pier Paolo Pasolini “luogo di febbricitante attualità”. Oggi appare come un borgo isolato dal resto della città, un insediamento popolare nato in modo spontaneo, all’interno del quale gli abitanti si autorganizzano in mancanza della maggior parte dei servizi essenziali.
Nel corso della pandemia, l’esigenza di offrire sostegno alimentare ai nuclei familiari più fragili ha portato alla nascita dell’associazione La Rada, oggi un vero e proprio laboratorio di comunità. Negli spazi adiacenti alla piccola chiesa dell’insediamento si tengono attività e laboratori di apicoltura, restauro, sartoria, cucito e ceramica: qui apprendere un mestiere significa tantissimo. In un contesto segnato da precarietà abitativa ed esclusione sociale, La Rada si afferma come luogo di solidarietà, sperimentazione e rinascita, personale e collettiva.
Giovani San Lorenzo
Al di sotto degli ampi cavalcavia della tangenziale, a Scalo San Lorenzo, si apre alla vista un grande spazio, con aree verdi e campi da basket. Lo hanno chiamato Parco delle Stelle le ragazze ed i ragazzi di Giovani San Lorenzo, quasi come se la loro intuizione fosse quella di riportare la luce in una zona segnata da numerose fragilità sociali.
L’associazione ha trasformato lo spazio rendendolo inclusivo e partecipato attraverso l’organizzazione di eventi culturali, laboratori artistici per persone con disabilità, tornei sportivi e percorsi partecipati per il contrasto alla violenza di genere.
Attraverso i volti e le storie di queste esperienze, la mostra fotografica racconta una Roma diversa: una città che rinasce grazie ai suoi giovani, che trasforma la partecipazione in responsabilità condivisa, che afferma la dignità come fondamento di ogni futuro comune.
Francesco Cabras, psicologo di formazione, inizia a fotografare e stampare a undici anni. Dopo il liceo lavora come giornalista e fotografo per diverse testate, realizzando reportage di viaggio, ambiente, cinema, musica e diritti umani, tra Asia, Medio Oriente e Italia.
Collabora da anni con ONG e agenzie internazionali come Greenpeace, Terre des Hommes, MedReact, Amref, Arci e IFAD. Espone in Italia e all’estero in istituzioni e gallerie come il MAXXI, Il MACRO e l’ISIAO di Roma, Castel dell’Ovo e Lia Rumma a Napoli, l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, la Violette Gallery di Arles e la De Chirico Gallery a Torino e Milano.
La sua fiaba L’isola della Quorina vince il Premio Andersen e il Premio Chatwin. Durante la pandemia concepisce SPQL, serie di video-sonetti da poesie di Marco Lodoli, con la partecipazione tra gli altri di Ardecore, Ascanio Celestini, Sabrina Impacciatore, Carl Brave, Sante Rutigliano e Giorgio Tirabassi.
Come regista fonda la casa di produzione Ganga, attiva in videoclip, documentari, videoarte e pubblicità; con Alberto Molinari co-dirige lavori selezionati e premiati in festival internazionali, tra questi ‘The Big Question’ distribuito nei cinema statunitensi e italiani.














